Il monumento più imponente del territorio intorno a Porta Cavalleggeri è la chiesa di S. Maria delle Grazie alle Fornaci.
Collocata al centro del quartiere la sua costruzione iniziò nel 1694 grazie all'abbondanza delle offerte e l'appoggio del Cardinale Carpegna.
Presenta una facciata realizzata nel 1727 sotto il pontificato di Benedetto XIII, forse su disegno di Filippo Raguzzini, scandita da lesene,
articolate in due ordini sovrapposti, separati tra loro da un cornicione aggettante e conclusa da un coronamento mistilineo.
E' possibile notare il riferimento stilistico con la facciata dell'oratorio dei Filippini del Borromini senza tuttavia arrivare alla tensione strutturale
tangibile nell'edificio borrominiano. Il rilievo sul portale di ingresso, realizzato in stucco, materiale molto usato nel '700, rappresentava
la "liberazione degli schiavi". Il cartiglio che racchiude la scena è avvolto nel manto e sormontato dalla corona della Vergine sotto la cui
protezione è posta la chiesa.
Lo schema planimetrico adottato è a croce greca con quattro cappelle inserite nell'incrocio dei bracci. Questa scelta nasce e dalla volontà di rifarsi alla tradizione architettonica romana, in particolar modo del cinquecento, e dalla particolare collocazione dell'edificio, costruito sopra un rilievo del terreno, e dalla notevole dimensione dello stesso.
L'assetto della pianta centrale è però in contraddizione sia con la facciata esterna, la quale, con il suo alto prospetto, nasconde la volumetria
complessiva della chiesa, sia con l'interno per la mancata costruzione della cupola, mai realizzata a causa di difficoltà economiche e architettoniche.
Infatti, la notevole profondità dell'abside e la disposizione delle cappelle, collegate tra loro, suggeriscono già l'idea di una divisione in navate
dello spazio. La presenza, infine, della sagrestia e del campanile, eretto nel XX secolo, accentuano la sensazione di longitudinalità
dell'assetto planimetrico.